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Marzo 2004

Casella di testo: PRESENTAZIONE
La querelle su Agropoli diocesi sì, diocesi no ha diviso, nei secoli, i tanti autori che ne hanno trattato: da Coronelli, Holstenius, Heroldo, Mandelli, Antonini, Gian Cola del Mercato, Ventimiglia, Giuseppe Volpe, Gatta, Volpi, Giustiniani, Mazziotti, Carlo Carucci, Baudrilat e Vogt, Racioppi, Crivellucci, Lanzoni, Acocella, Ebner, Di Ruocco, De Rosa, Cantalupo, ai vescovi di Pesto, prima, e di Capaccio, poi, che ne hanno sempre rivendicato il titolo: dal Brancaccio al Nicolai, dal Laudisio al De Pace, dall'Odoardi, allo Zuccari e al Barone, tutti citati dagli Autori.
Gli amici e conterranei, Pier Francesco del Mercato e Antonio Infante, postosi il problema, l'affrontarono, a mio modesto avviso, con rispetto, ma con decisione, suffragati, nel portare avanti la loro tesi di Agropoli diocesi autonoma -a lungo o a breve termine non interessa - da una ricca ed interessante documentazione bibliografia, archivistica ed archeologica. Essi si spingono, anche con coraggio, nel dedalo di ipotesi e di tesi, pro e contra la vexata questio.
Sembrerebbe, la loro, una provocazione, ma non lo è. È, invece, un bisogno del cuore che spinge i due figli di questa terra, il Cilento, ad osare. Hanno lavorato e continueranno a farlo, negli anni a venire, per il riscatto della verità storica.
Chiuque prenda tra le mani la pubblicazione, dedicata ad Agropoli paleocristiana, bizantina -epoca in cui la diocesi fu costituita -e longobarda, e ne scorrerà il testo, in uno con le note, che lo integrano, leggerà, tra le righe, la fatica, sostenuta e portata avanti a due mani. Infatti, il libro è firmato, per "La diocesi di Agropoli", da tutti e due; invece i capitoli: "Origine della baronia di Agropoli" e "Notizie sulla Cattedrale di Agropoli" sono firmati, rispettivamente, da Pier Francesco del Mercato e Antonio Infante. Due capitoli, questi, che confermano ancor più la tesi dagli stessi sostenuta.
Tra le tante argomentazioni, quella mirata a sostenere che Agropoli fu diocesi a se stante e non nacque come fatto occasionale, "come conseguenza, cioè, del degrado di Paestum e della sua conquis- ta ad opera dei longobardi", gli autori la difendono con documentati ragionamenti.
Chi scrive, ne sposa in pieno l'assunto, come del resto aveva già fatto nel lontano 1969, in una delle sue pubblicazioni che gli autori hanno voluto benevolmente riportare nel testo. E lo fece non per amor di campanile, ma perchè la città cilentana, Agropoli, ancora oggi anno- verata tra le sedi vescovili titolari, con vescovo titolare, lo dimostra.
Infatti, Agropoli -agropolitan(us) è nell’elenco secondo l’Index sedium titularium archiepiscopalium ed episcopalium, elenco edito, nel 1933, dall'allora S. Congregazione Concistoriale, con gli aggiornamenti suc- cessivi e riportati nell'attuale Annuario Pontificio, edito dalla Città del Vaticano 2003.
Quindi, nonostante l'auspicio contrario (cfr. la conclusione del libro) del noto compianto storico cilentano, Pietro Ebner, la diocesi di Agropoli non solo non è stata cancellata dal contesto delle sedi titolari, ma vive, ancora oggi, con il suo vescovo titolare, che, dal 6 gennaio 2003, risponde al nome di S.E. Rev.ma, l'arcivescovo Mons. Pedro Lopez Quintana, Nunzio in India e Nepal, succeduto, con nomina pontificia, a Mons. Marc Oullet,: chiamato, di recente, da S.S. Giovanni Paolo II, a far parte del Collegio Cardinalizio.
Agropoli, "antica Città Vescovile" - come la denomina il Volpi - diventò diocesi titolare da quando, con Velia e Bussento, fu aggregata alla diocesi di Capaccio, oggi Vallo della Lucania. E lo storico Gabriele De Rosa, nella sua interessante pubblicazione: "Vescovi, Popolo e Magia del Sud", citando Mons. Angelo Anzani, vescovo di Campagna, quale visitatore generale della diocesi di Capaccio, ce ne dà ragione quando, tra l'altro, scrive: "I poteri conferiti all'Anzani erano pieni come se egli fosse lo stesso vescovo di Capaccio e delle sedi aggiunte di Pesto, Velia, Agropoli e Bussento".
Non era stato così per l'antica diocesi Marcelliano, nel Vallo di Diano, che venne, invece, soppressa.
A ragione, perciò, gli Autori scrivono che, nell'ambito del Vaticano, mai si è posta in dubbio l'esistenza della diocesi di Agropoli, che fu diocesi accorpata a Capaccio, come si evince anche dalla lapide voluta e murata in quella Cattedrale, nel 1708, dal vescovo Mons. Francesco Nicolai. Questo Pastore, in tutti gli atti ufficiali, si firma anche vescovo di Agropoli, in quanto considera diocesi la città cilenta- na, accorpata a quella di Capaccio.
Auguro al libro ogni fortuna tra la nostra gente cilentana ed oltre. Agli Autori, Pier Francesco del Mercato ed Antonio Infante, amici e conterranei benemeriti, che vantano alloro attivo già una vasta produ- zione storiograficadi tutto rispetto, l'ad maiora mio e di quanti amano la nostra terra, ricca di memorie storiche e di uomini validissimi, che ne hanno illustrato, e continuano a farlo, storia e bellezze naturali.
Roccapiemonte, 29 febbraio 2004
								Mario Vassaluzzo
Casella di testo: Prof. Antonio Infante
Casella di testo: Avv.to Pier Francesco 
del Mercato
Casella di testo: Dott. Domenico Chieffallo
Casella di testo: 18 Luglio 2004
Presentazione
Chiesa Madre “SS. Pietro e Paolo”
Agropoli (SA)
Casella di testo: Pier Francesco del Mercato - Antonio Infante
La Diocesi di Agropoli
Casella di testo: Il Giglio d’Oro
Collana di ricerche e fonti a cura di Pier Francesco del Mercato